La pitiriasi versicolor (Pityriasis versicolor) è una condizione cutanea benigna causata da una proliferazione eccessiva di lieviti del genere Malassezia. Questi funghi colonizzano normalmente la pelle, in particolare i follicoli piliferi e le aree adiacenti, soprattutto del cuoio capelluto, e sono generalmente innocui. Se però si moltiplicano in modo marcato, compaiono modificazioni cutanee che si manifestano con macchie di diversa pigmentazione.
Caratteristica della malattia è la desquamazione squamosa degli strati più superficiali della pelle, che ricorda il crusca. Da qui il nome comunemente usato in tedesco. L'infezione fungina interessa soprattutto petto e schiena, ma non è contagiosa. Sebbene le alterazioni cutanee siano trattabili, possono ricomparire nel tempo.
Di solito la pitiriasi versicolor inizia con piccole macchie cutanee rotonde o ovali. Col tempo queste possono unirsi formando aree più grandi, di forma irregolare. Le lesioni compaiono soprattutto su schiena, petto, collo e braccia. Nei bambini può essere coinvolto anche il volto.
Le macchie variano nel colore e, a seconda del fototipo, appaiono giallicce, bruno-rossastre, rossastre o rosate. Sulla pelle scura o abbronzata si notano di solito come chiazze più chiare, mentre su pelle molto chiara tendono a risultare più scure.
Le aree interessate presentano una lieve desquamazione. Il prurito è raro e, se presente, di solito di debole entità. Al contrario della pelle sana, le zone colpite reagiscono poco all'esposizione solare, poiché i lieviti inibiscono la produzione di melanina. Di conseguenza queste aree non si scuriscono o schiariscono come il resto della pelle dopo l'abbronzatura, rendendo la differenza facilmente visibile.
L'insorgenza della pitiriasi versicolor è strettamente legata alla lievito Malasseziafurfur, presente naturalmente sulla pelle. Fa parte della flora cutanea della maggior parte degli adulti. Normalmente questo lievito non causa problemi di salute, ma in particolari condizioni può proliferare e determinare le tipiche alterazioni cutanee. Le zone cutanee con maggiore produzione di sebo, come viso, cuoio capelluto o tronco, offrono condizioni ideali al fungo, che si nutre degli acidi grassi della pelle.
Diversi fattori favoriscono la crescita del lievito e quindi l'insorgenza della malattia. Un ruolo importante è giocato da un clima caldo e umido, ragione per cui la pitiriasi versicolor è più frequente nelle regioni tropicali e subtropicali. Una maggiore sudorazione mantiene la pelle umida e favorisce la proliferazione del lievito – per questo motivo l'agente è talvolta chiamato anche «fungo del sudore».
Le persone con pelle grassa hanno anch'esse un rischio più elevato, poiché l'aumentata quantità di sebo costituisce una risorsa nutritiva per il lievito. Un sistema immunitario indebolito – per esempio a causa di malattie, stress o alcuni farmaci – riduce le difese dell'organismo contro la crescita fungina, rendendo più probabile un'infezione.
Anche variazioni ormonali, come quelle durante la pubertà, in gravidanza o con l'assunzione di contraccettivi ormonali, possono influenzare la condizione della pelle e favorire la comparsa della pitiriasi versicolor. È importante sapere che la scarsa igiene non influisce sull'insorgenza della malattia.
La pitiriasi versicolor è una malattia cutanea fondamentalmente benigna che non comporta complicazioni per la salute. Per le persone sane rappresenta soprattutto un problema estetico, poiché altera l'aspetto della pelle senza causare disturbi fisici significativi. Tuttavia la malattia può essere fonte di disagio psicologico, perché spesso persiste a lungo e le alterazioni visibili possono influire sull'autostima.
In persone con sistema immunitario compromesso la pitiriasi versicolor può talvolta portare a infiammazioni secondarie. In tali casi i follicoli piliferi possono infiammarsi e formarsi piccoli noduli purulenti e dolorosi.
Il trattamento della pitiriasi versicolor dipende principalmente dall'estensione della malattia e dalla predisposizione individuale. Di norma si utilizzano inizialmente antimicotici locali da applicare sulla pelle, che inibiscono la crescita del fungo o eliminano l'agente responsabile.
Si impiegano creme, lozioni o shampoo contenenti principi attivi come clotrimazolo, bifonazolo o ketoconazolo. Questi prodotti si applicano sulle aree interessate e sul cuoio capelluto, che spesso funge da serbatoio favorendo recidive. Il tempo di posa varia a seconda del prodotto e delle indicazioni.
Se il trattamento locale non è sufficiente, ad esempio in caso di interessamento esteso, infezioni ricorrenti o scarsa risposta terapeutica, può essere necessaria una terapia sistemica. In questo caso si assumono per diversi giorni compresse con principi attivi antifungini come itraconazolo o fluconazolo.
Nonostante i farmaci combattano l'infezione, la pelle spesso necessita di tempo prima che le decolorazioni scompaiano completamente e la pigmentazione si normalizzi. In alcuni casi è consigliabile proseguire l'applicazione degli antimicotici anche dopo la scomparsa dei sintomi per prevenire le recidive, per alcune settimane.
Con le conoscenze adeguate e le cure appropriate, la pitiriasi versicolor non deve limitarvi. Le misure preventive aiutano a mantenere la pelle protetta ed equilibrata.


